Sembra una espressione vuota di significato: "Come? Imparare a sedersi? Ma è la cosa più naturale di questo mondo!" Eppure non è così. 

E' provato che molte delle patologie a carico della spina dorsale, dell'apparato muscolare e tendineo, derivi da malposture durante lo svolgimento delle attività lavorative di qualsiasi genere: dall'impiegato al chirurgo…

Il musicista non è escluso dalla lista dei professionisti che soffrono di malposture, anzi!

Chi più del musicista si confronta ogni giorno col problema della postura che in gergo si chiama impostazione? Quale strumentista, violinista, pianista, chitarrista, violoncellista, flautista…, non è sempre alla ricerca del rilassamento nella sua posizione con lo strumento e quanti, nonostante gli sforzi si ritrovano a soffrire di disturbi fisici dal mal di schiena, alla tensione cervicale o, peggio, alla epicondilite?

Eppure per quanto il musicista da sempre, seguendo le direttive delle varie scuole strumentali, cerchi il modo migliore per sedersi non lo ha trovato veramente e questo perché fin'ora non è mai esistita una sedia nata con caratteristiche specifiche per risolvere i problemi posturali dello strumentista.

Attualmente sul mercato infatti il massimo della sedia tecnica per il musicista è ancora la panchetta da pianoforte che dai tempi di Mozart non ha subito nessuna modifica se non la sostituzione del materiale di costruzione della meccanica di regolazione da legno a ferro.

Nel mondo del lavoro da tempo è nata una nuova filosofia che va sotto il nome di "ecologia del lavoro" che stimola tutta una serie di ricerche e soluzioni di problemi intorno al "soggetto lavorativo" cioè la persona; nel campo dello sport esiste la "medicina Sportiva": e per il musicista?

L'evoluzione nel mondo degli strumenti per la musica si è orientata sostanzialmente verso l'introduzione dell'elettronica, con una mentalità ancora una volta strumento-centrica e tagliando fuori la "persona" musicista.

Nell'ultimo decennio o poco più, con l'intento di ricercare il benessere del musicista, si sono diffuse svariate tecniche psicocorporee per aiutare a tenere a bada la tensione muscolare ed emotiva, sostanzialmente, attraverso la concentrazione, cioè attraverso una funzione mentale di autocontrollo. Questo consuma, in termini energetici, troppa energia che viene sottratta ad un impegno esecutivo notevole per il quale il musicista ha bisogno di tutta la sua energia.

Il rilassamento posturale e, conseguentemente, emotivo durante l'esercizio quotidiano e il concerto, non può essere una funzione della mente, che dopo un periodo di tempo più o meno lungo, inevitabilmente si stanca, ma della percezione corporea.

 

Ecco come nasce "Mia", la Sedia Ergonometrica per i Musicisti:

 

"Mia" è un brevetto internazionale di Antonella Col e Claudio Angelelli che muove dall'esigenza di donare anche ai musicisti una sedia tecnica.

Il principio costruttivo di "Mia" è quello di aggiungere alla panchetta da pianoforte uno schienale fluttuante nello spazio, cioè con una regolazione che consente la personalizzazione di chi la usa, da cui il nome "Mia".

Il musicista suona in una posizione chiamata, in termini tecnici, "attenzionale" cioè sedendosi sul bordo anteriore della sedia. In questo modo il musicista non ha nessun supporto o contatto dietro la schiena, sia sulla panchetta da pianoforte che su una sedia qualsiasi, dove lo schienale rimane a 30 cm. dietro di lui. 

Con "Mia", il musicista può trascinare in avanti lo schienale e posizionarlo dove ne ha bisogno e con l'inclinazione che desidera. 

Lungo la colonna vertebrale esistono delle terminazioni nervose in collegamento diretto col midollo spinale. Ciò determina una correzione istintiva e continua della postura attraverso lo sfioramento del contatto con lo schienale. La schiena, così spontaneamente eretta, libera il diaframma dal peso del corpo. La conseguenza immediata è che il cervello e i muscoli possono usufruire a pieno dell'ossigeno immesso nel corpo dalla corretta respirazione con notevoli vantaggi, oltre che sulla resa esecutiva e sulla prevenzione di disturbi, anche sulla tranquillità emotiva.

Ai tempi d'oggi, con le sollecitazioni, la rapidità degli spostamenti, lo stress dei frequenti confronti con il pubblico e l'esigenza di rendere al massimo in tempi brevi, il musicista non può più affidare al caso la scelta della sedia su cui lavorare, come non si affida più al caso la scelta della sedia per lavorare al computer o il materasso su cui riposare la notte. Ormai il musicista, se vuole condurre una professione più sana e prolungata nel tempo, deve investire non solo sullo strumento da concerto ma sullo strumento principale e gratuito: il suo corpo.

La corretta postura:

La corretta postura è quella per cui ci si siede sul bordo anteriore della sedia curando l'altezza da terra e l'inclinazione dello schienale in modo che si formino angoli di 90° fra la schiena e la coscia e fra la coscia e la gamba.

E' probabile che non subito si riesca ad mantenere la posizione verticale della schiena. "Mia" viene in aiuto in questo con la regolazione della inclinazione dello schienale che consente di recuperare nel tempo, millimetro per millimetro, la posizione corretta.

Come si usa "Mia":

 Assumere la postura attenzionale, cioè sedersi sul bordo anteriore della sedia in modo da liberare completamente le gambe

 Afferrare la maniglia posta dietro lo schienale, in basso, ponendo il pollice sulla imbottitura e le altre dita sulla maniglia

 Tirare la maniglia chiudendo la mano per sbloccare il meccanismo di regolazione

 Posizionare lo schienale a contatto con la schiena personalizzando la regolazione

 Lasciare di scatto la maniglia

Come avere "Mia"?:

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